Bibliografia Antica

La Bibliografia è un mezzo essenziale per studiare la Gnomonica e la storia della misura del Tempo. Nel medioevo nei monasteri si copiavano i manoscritti degli autori antichi: grazie ad essi possiamo farci una chiara idea del pensiero astronomico greco e romano, per arrivare alla fine del Quattrocento. In quest’ultimo periodo viene inventata la stampa, e grazie ad essa le nuove idee scientifiche si diffondono con una rapidità incredibile. Nel Cinquecento sono molti i testi gnomonici che trovano facile collocazione in ogni paese d’Europa, consentendo così una facile reperibilità di informazioni che prima erano di competenza quasi esclusiva dei monasteri. La lingua latina poi, è intesa da tutti gli studiosi del tempo, ed un testo perciò non resta limitato alla sua specifica zona linguistica, ma può facilmente essere inteso da tutti. Per una quanto mai sommaria informazione bibliografica relativa al periodo compreso tra il Cinque-Settecento italiano ed estero, riportiamo qui a seguito alcuni frontespizi trattanti la Gnomonica pubblicati in un passato più o meno remoto.

Tra fine Ottocento ed inizio Nove, la produzione libraria gnomonica si riduce notevolmente rispetto al secolo precedente. I tempi sono cambiati, la Gnomonica interessa meno in quanto considerata retaggio del passato, ma al tempo stesso si assiste ad un mutamento di interessi. La Casa Editrie milanese Ulrico Hoepli, pubblica sull’argomento ben tre opere all’interno della sua collana “Manuali” con il titolo “Gnomonica”, i cui autori sono: Biagio M. Lal Leta (1897); G. Bottino Barzizza (1915); Enrico Garnier (1939).

Sezione della Basilica di San Petronio in Bologna, alla cui base scorre la Linea Meridiana del Cassini. Incisione tratta dall’Opera a stampa redatta dal medesimo, pubblicata nel 1695.

Uno degli innumerevoli manoscritti realizzati tra il Sei-Settecento, redatto da uno Gnomonista che ricopiando le regole dai tanti manuali del suo tempo, le ha adattate per le proprie ricerche.