La Gnomonica Classica

“Gnomonica”, è un termine di origine greco derivante da “Gnomone”: l’asta infissa su un quadrante di qualsiasi natura e specie, dalla cui ombra si deduce l’ora grazie al moto apparente del Sole che la fa continuamente muovere. La storia di questa scienza è millenaria, perché da sempre il bisogno di conoscere il Tempo è una delle note più intime e misteriose della nostra esistenza. Tra i monumenti solari più noti dell’antichità, notissimo è quello posto a Stonehenge, in Gran Bretagna, sorto più di tre millenni or sono per studiare la volta celeste e concepire un primo abbozzo di calendario.

Le antiche civiltà dell’area mediterranea si avvalsero della Gnomonica non soltanto per misurare e dividere in più parti la durata del giorno, ma anche per determinare le direzioni dei Punti Cardinali al fine di tracciare le direzioni del Cardo e del Decumano: gli assi fondamentali di una città, a cui non era estraneo l’aspetto magico-astrologico. La Gnomonica è per sua natura una scienza interdisciplinare, in quanto si collega direttamente con la matematica, la filosofia, l’arte, la storia, la cosmografia, ecc. Essa è anche oggi fortemente presente anche se non del tutto appariscente: basti pensare al Calendario, l’Astronomia, il sistema orario, ecc

Dalle brume di un’antichità molto remota si approda finalmente intorno all’Anno Mille a Firenze alla prima testimonianza di uno strumento solare creato per scopi scientifici. Nel battistero di quella città, infatti, si colloca al suolo una piastra di marmo quadrata il cui centro coincide con la proiezione dei raggi del Sole al Mezzodì nel giorno più lungo dell’anno: realizzazione ha lo scopo di determinare la precisa durata dell’anno, in vista della possibile riforma dell’antico Calendario Giuliano. (BATTISTERO)

Dall’idea di un foro capace di focalizzare al suolo l’immagine del Sole, il domenicano Padre Egnazio Danti alla seconda metà del Cinquecento inventa la Meridiana nella sua più completa e definitiva connotazione: una Linea che corre da Nord a Sud, capace di determinare con esattezza l’istante del Mezzodì, le date equinoziali e solstiziali, l’angolo zenitale dei raggi solari ogni giorno dell’anno. In quest’ottica di ricerca astronomica il religioso traccia una prima Meridiana a Bologna nella Basilica di S. Petronio, la quale verrà poi sostituita da G. Domenico Cassini nel 1655. Le immagini qui riprodotte mostrano alcuni aspetti di questa Meridiana, che per dimensione è la maggiore del mondo. L’ultima di queste è spettacolare, in quanto l’obiettivo è posto sopra il foro, situato ad un’altezza di 27 metri dal suolo. (PETRONIO-A-B-C-D)Alla metà del Quattrocento, sempre a Firenze e per il medesimo scopo si realizza nel Duomo un più grande strumento solare. Paolo dal Pozzo Toscanelli colloca una piastra con foro alla sommità della cupola del Brunelleschi, a ben 90 metri d’altezza, descrivendo poi sul pavimento della chiesa il punto proiettivo del Sole al Mezzodì nel giorno del Solstizio Estivo.